Perché il sapone funziona davvero e che tipo di sapone è preferibile acquistare?

Olivella® produce saponi da oltre 15 anni ed in tutto questo tempo, sono due le domande più ricorrenti su questo argomento: “perché il sapone funziona?” e “i saponi sono veramente tutti uguali?

Per rispondere a queste domande, dobbiamo andare indietro nel tempo alle origini del sapone e fino agli antichi babilonesi, che è stato primo popolo a cimentarsi nella sua produzione. Secondo Soaphistory.net, la ricetta originale, composta da grassi animali, cenere e acqua è stata trovata scolpita in contenitori di argilla risalenti al 2800 a.C.
Senza poi considerare che nel diciannovesimo secolo, il sapone era addirittura considerato un articolo di lusso in molti paesi e soggetto ad alte tasse. Successivamente il sapone è diventato accessibile alla maggior parte delle persone, migliorando gli standard sociali di igiene.

Generalmente si pensa al sapone come prodotto estremamente delicato e lenitivo, ma dal punto di vista micro-organico è in realtà è estremamente distruttivo. Una goccia di sapone ordinario diluito in acqua è sufficiente a rompere i legami chimici ed uccidere molti tipi di batteri e virus.

Il New York Times ha recentemente pubblicato un articolo intitolato "Why Soap Works” che spiega esattamente il ruolo del sapone e come esso agisce chimicamente. Il sapone è composto di molecole a forma di spillo, ognuna delle quali ha una testa idrofila - si lega facilmente con l'acqua - e una coda idrofoba, che evita l'acqua e preferisce unirsi a oli e grassi. Queste molecole, quando sono sospese in acqua, galleggiano come unità solitarie ed, interagendo con altre molecole, si assemblano in piccole bolle chiamate “micelle”, con teste rivolte verso l'esterno e code nascoste all'interno.
Alcuni batteri e virus hanno membrane lipidiche che assomigliano a micelle a doppio strato con due bande di code idrofobiche inserite tra due anelli di teste idrofile. Queste membrane sono costellate di i proteine che permettono ai virus, non solo il Covid-19, ma anche HIV, epatiti, herpes, oltre a batteri nocivi per il tratto intestinale e/o respiratorio, di infettare le cellule umane. Quando ci si lava le mani con acqua e sapone, qualsiasi microrganismo presente sulla pelle viene circondato dalle molecole di sapone che, con le code idrofobiche, tentano di eludere l'acqua: in questo modo, si incuneano nelle buste lipidiche dei microbi e virus, portandoli via nel risciacquo.

I saponi sono tutti uguali? La risposta è no, anche se tutti servono allo stesso scopo, ovvero lavare via dalla pelle lo sporco, i germi e batteri. Tuttavia ci sono differenze piuttosto sostanziali nel modo in cui vengono sviluppati e prodotti i saponi.

Ad oggi, le materie prime della maggior parte dei saponi disponibili in commercio sono:
- Olio di palma (Sodium Palmate)
- Grasso animale (Sodium Tallowate)
- Sottoprodotti del petrolio

Questi ingredienti sono scelti dalla maggior parte dei produttori grazie alla facile reperibilità ed al prezzo basso.

Ma un consumatore informato e sensibile sa che hanno dei grossi limiti, in termini ambientali e di sostenibilità.
Ad esempio, il processo di trasformazione del grasso animale consiste nel bollire le carcasse di bovini e generalmente sono animali in decomposizione provenienti da laboratorio, dead-stock, zoo o ancora carne scaduta proveniente da negozi di alimentari.

Non possiamo raccontare meglio sulla coltivazione e produzione dell’olio di palma che, pur essendo di origine vegetale, causano problematiche sociali e ambientali come deforestazione, degrado, cambiamenti climatici e violazione dei diritti dei popoli indigeni.

L’alternativa è scegliere un sapone eco/vegan a base di oliva o olio di cocco che, oltre all’efficace effetto detergente, risultano anche estremamente emollienti e ricchi di ottimi nutrimenti per la pelle

In definitiva, possiamo dire che il sapone è un prodotto semplice, che molti di noi hanno quasi sempre dato per scontato. Nei mesi appena trascorsi ne abbiamo capito l’importanza, vista la necessità di una corretta igiene per far fronte alla pandemia. Ora sta a noi leggere attentamente la lista degli ingredienti e fare una scelta di acquisto che sia consapevole e rispettosa dell’ambiente.